sabato 13 novembre 2010

Bologna Torre Asinelli

Con papà sono andato sulla torre Asinelli, da fuori sembrava bassa.
Ma quando siamo entrati abbiamo camminato tantissimo salendo attraverso vecchie scale di legno.
La torre è alta 97 metri.

La Torre degli Asinelli è la torre pendente più alta d'Italia ed il nome Asinelli della Torre Maggiore e il nome Garisenda della Torre minore derivano dalle famiglie che ne commissionarono anticamente la loro costruzione avvenuta tra il 1109 e il 1119.
In epoca antica la Torre degli Asinelli non era alta com'è tuttora ma più bassa, circa sessanta metri e che successivamente venne alzata agli attuali 97 metri. Nel corso del Quattordicesimo secolo, il comune ne divenne proprietario utilizzandola come semplice ma sicura prigione. Naturalmente essendo così alta, nel corso dei secolo ha subito moltissimi danni causati dai fulmini che hanno causato incendi e crolli e finalmente nel 1824 fu installato un parafulmine. Nel 1640 e nel secolo successivo i due scienziati Giovanni Battista Riccioli e Giovanni Battista Guglielmini fecero sulla torre molti esperimenti sul moto dei gravi. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale invece la torre venne utilizzata per l'avvistamento dei bombardamenti aerei.
 Le torri di Bologna sono un vero e proprio simbolo della città, anticamente addirittuare ve ne erano a centinaia, utilizzate come funzione di difesa militare e come simbolo di potere delle ricche e signorili famiglie d'epoca. Sparse per la città si possono trovare ancora delle piccole torri o quelli che sono i resti di esse, in particolare in corrispondenza delle porte della seconda cerchia di mura del XII secolo.
Nel corso degli ultimi secoli la maggior parte delle torri venne abbattuta per motivi di sicurezza edilizia e di ristrutturazione urbanistica, infatti ultimamente le torri venivano utilizzate come abitazioni privati e negozi ma vi era un grosso rischio di cedimento del terreno e le più fragili (la maggior parte) vennero abbattute.





Castello di Azzurrina

Nel castello di Montebello vicino Rimini visse una bambina sopranominata Azurrina perché le tingevano i capelli essendo albina.
Le credenze di allora legavano gli albini alla stregoneria.
Si narra che un giorno Azzurrina per recuperare la sua palla entrò nella grotta frigorifera del castello, la grotta non ha altre via d' uscita, Azzurrina  scomparve nel nulla.
Ora ogni quattro anni in occasione della notte di San Giovanni nella grotte si sente la voce di una bambina.
Durante la visita del castello le guide fanno ascoltare le registrazioni della voce di Azzurrina.
Sono previste visite notturne non aperte ai bambini.




  Ingresso della grotta